Mentre l'economia si sta riprendendo lentamente, sono stato colpito dall'impatto culturale che alcune aziende stanno sperimentando. Durante la recessione, molti imprenditori hanno scelto di trascurare l'aspetto culturale, concentrandosi su altri ambiti. In solo pochi casi, i dirigenti hanno scelto di continuare a investire in cultura e stanno iniziando a vederne i risultati.
Per esempio, NetApp ha scelto di proseguire gli sforzi per essere un top employer facendone una strategia chiave di business. Ora, l'azienda sta vivendo un incremento delle quote di mercato e prestazioni borsistiche da record. Analogamente, Baird ha continuato ad investire in cultura, al contrario alcuni suoi concorrenti hanno ridotto la forza lavoro o hanno attuato operazioni di ridimensionamento. Come risultato, Baird è stata in grado di aprire 20 nuove sedi e aumentare il tasso di occupazione del 10% negli ultimi tre anni. CarMax sta vivendo una esperienza peculiare, grazie a risultati trimestrali da record e un aumento del 20% dei ricavi. Tutto ciò è impressionante, considerando quanto duramente è stata colpita l'industria automobilistica negli ultimi anni.
Questi casi non sono eccezioni. Le aziende pubbliche della lista le "100 Best" hanno registrato un aumento del 23% nel 2010. In confronto, l'indice S&P 500 ha guadagnato il 15%.
Mentre la scelta di investire in cultura durante la recessione è stata dura e non comune, le aziende che lo hanno fatto stanno iniziandone a vedere i ritorni finanziari.
Marcus Erb è Senior Research Partner e Senior Consultant presso Great Place to Work® Institute e autore di una rubrica mensile sulla creazione di ambienti di lavoro eccellenti nelle piccole imprese per la rivista Entrepreneur.




