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Siamo tutti Workhaolic?

workaholic_2Siamo tutti Workhaolic? Qualche consiglio da parte del team di Great Place to Work® per evitare di portarsi il lavoro in spiaggia
La work addiction, o workhaolic, ovvero la dipendenza da lavoro, è una tra le più attuali e pericolose forme di dipendenza contemporanee.I workaholic, gli assetati di lavoro, sono quelli che non vorrebbero mai lasciare l’ufficio o non riescono mai a pensare ad altro. “L’alcolizzato da lavoro” si sente depresso se non lavora, prende impegni extra per timore di rimanere senza nulla da fare, lavora nel fine settimana, è molto competitivo con i colleghi, tende a non assentarsi mai né per malattia né per necessità.  Le sue energie sono tutte orientate al lavoro piuttosto che alle relazioni d’amicizia o d’amore, ed è tormentato da incubi relativi a insuccessi o errori. Siamo di fronte a una vera e propria patologia, un fenomeno che sembra interessare il 25% della popolazione.

Vi state chiedendo se anche voi ne siete affetti?

La dipendenza da lavoro ora può essere misurata in modo scientifico.

Un team di ricercatori guidati dal dott. Cecilie Schou Andreassen della facoltà di psicologia dell’università di Bergen in Norvegia, in collaborazione con la Bergen Clinics Foundation e la Nottingham Trent University, ha sviluppato uno strumento per misurarla: la Bergen Work Addiction Scale. Questo nuovo strumento, primo del suo genere in tutto il mondo, si basa su elementi nucleari riconosciuti come criteri diagnostici in molte forme di dipendenza.

Autosomministrandosi la Bergen Work Addiction Scale, le persone possono testare il loro grado di dipendenza da lavoro: non-addicted, leggermente addicted o workaholic.

La scala, che è stata costruita testando dipendenti norvegesi provenienti da 25 diversi settori, riesce a distinguere in modo affidabile tra maniaci del lavoro e non; per questo può essere considerata un ottimo strumento di screening che può facilitare sia il trattamento che la stima dell’entità del problema nei lavoratori del 21 esimo secolo.

Vi va di fare una prova? Testate il vostro livello di workaholic prima di partire per le vacanze rispondendo al questionario, e mettete in pratica i nostri suggerimenti se fosse necessario! La Bergen Work Addiction Scale utilizza sette criteri di base per identificare la dipendenza del lavoro, ciascun item avrà uno dei seguenti punteggi: (1) Mai, (2) Raramente, (3) A volte, (4) Spesso, e (5) Sempre:

  • Pensi a come avere più tempo a disposizione per lavorare
  • Spendi molto più tempo lavorando di quanto inizialmente previsto.
  • Lavori per ridurre il senso di colpa, ansia, impotenza e depressione.
  • Capita che altri vi dicano che dovete ridurre il lavoro, senza che voi gli diate retta
  • Ti senti stressato se non ti è permesso di lavorare.
  • Togliete importanza agli hobby, al tempo libero, e all’esercizio fisico a causa del vostro lavoro.
  • Lavorate così tanto che questo ha influenzato negativamente la vostra salute.
Lo studio di Andreassen mostra che il punteggio di 4 (spesso) o 5 (sempre) in almeno quattro dei sette elementi è un indicatore della probabilità di essere un workaholic.
Noi di Great Place to Work® vi suggeriamo qualche consiglio per contrastarla o attenuarla, su cui riflettere durante le vacanze, in vista della ripresa lavorativa.
Questi consigli sono dispensati dallo psicoterapeuta americano Bryan E. Robinson, autore di Chained to the desk: a guidebook for workaholics, their partners and children, and the clinicians who treat them.
  1. non sottovalutare il disturbo e prenderne coscienza.
  2. Imparare ad assegnare delle priorità all’inizio della settimana o della giornata è fondamentale. Scriviamo nero su bianco cosa è davvero importante per noi, evidenziando compiti urgenti e compiti che possono essere rimandati o  delegati. Stabiliamo in anticipo un numero preciso di cose da fare e fermiamoci quando abbiamo finito. Se nel frattempo si aggiunge qualcos’altro di più urgente, sostituiamolo ad uno dei punti in programma, senza accumulare altro lavoro.
  3. Diamoci delle regole e rispettiamole: niente panino al volo al computer per pranzo. Usciamo ed andiamo a pranzare fuori senza tablet al seguito. Rispettare il fine settimana. Spegnere i telefoni aziendali ed evitare di controllare continuamente la casella e-mail.
  4. Non bisogna sentirsi in colpa quando ci si scollega dalla vita professionale. Lo stress e la dedizione portata fino all’estremo non favoriscono la produttività. I datori di lavoro, pertanto, spiega l’esperto, dovrebbero apprezzare maggiormente un dipendente che stacca in orario per andarsene a casa a rilassarsi, piuttosto che chi rimane tutte le sere a fare le ore piccole in ufficio. Il secondo, infatti, rischia di ammalarsi e di contagiare i colleghi, dal momento che le difese immunitarie si abbassano quando si è sotto stress. Senza contare che chi è stressato compie più errori di distrazione ed ha cali di concentrazione più frequenti.
  5. E, infine, godersi le vacanze. Concentrarsi sulle persone, le relazioni, le sensazioni che la natura offre. Lo ricordiamo, la parola “vacanza”  deriva da "vacantia" in latino che significa "essere vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni".
 

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