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Parità uomo-donna e salari, cosa succede in Italia e in Gran Bretagna

Parità uomo-donna e salari, cosa succede in Italia e in Gran Bretagna

 

L'articolo di Antonino Borgese

Il tema della differenza salariale a parità di lavoro svolto tra uomini e donne è all’attenzione della Commissione europea, che rileva in tutti i paesi dell’Unione un divario più o meno marcato nelle differenze retributive tra uomini e donne a sfavore di quest’ultime. Great Place To Work® Gran Bretagna ha pubblicato un’interessante ricerca sul tema delle pari opportunità di genere.

Lo studio ha analizzato i dati dell’ultima indagine sui migliori ambienti di lavoro in Gran Bretagna. La ricerca prende in esame le differenze di percezione tra uomini e donne focalizzando in particolare i tema della soddisfazione generale, dell’equità di trattamento tra sessi e dell’equità della retribuzione. Lo studio mostra che, nonostante nelle organizzazioni le donne siano mediamente meno pagate e fatichino di più nella crescita della loro carriera rispetto ai loro colleghi dell’altro sesso, sono comunque più soddisfatte degli uomini. In particolare mostrano maggiore fiducia nel management e un più elevato livello di coinvolgimento per il lavoro e l’organizzazione. Come risultato del trattamento economico meno favorevole, tuttavia, la percezione dell’equità retributiva e dell’imparzialità del trattamento tra i generi è tuttavia inferiore a quella degli uomini. Le conclusioni della ricerca britannica sono in qualche modo sorprendenti se confrontate con i dati raccolti da Great Place To Work in Italia: nel nostro paese, non solo la percezione delle donne sull’equità di trattamento è meno positiva di quella degli uomini, ma lo è anche quella dell’ambiente di lavoro in generale. Nelle migliori aziende per cui lavorare in Italia 73% delle donne sono mediamente soddisfatte dei diversi aspetti dell’ambiente lavorativo, contro il 77% dei loro colleghi uomini. La differenza tra uomini e donne diminuisce quanto più alto è il livello di percezione dell’ambiente di lavoro: nelle 5 migliori aziende per cui lavorare la differenza scende a solo un punto percentuale: in un ambiente di lavoro eccellente è tale indipendentemente dall’essere donne o uomini. Nonostante il divario salariale nel nostro paese sia inferiore alla media europea, e a quello britannico in particolare, la differenza di percezione in negativo delle donne rispetto agli uomini è più ampio. Gli aspetti che incidono maggiormente su questo tipo di malessere manifestato dalle donne sono legati alla gestione del merito da parte dei manager. La percezione delle donne sull’imparzialità di trattamento indipendentemente dal genere è meno positiva di quella degli uomini di 5 punti. L’esperienza di un trattamento economico equo da parte delle donne è inferiore di quella degli uomini. Se questi due aspetti si spiegano con il divario del trattamento economico, una serie di temi, riguardanti lo sviluppo professionale e il riconoscimento del merito, rimandano alla gestione manageriale: le percezione del supporto allo sviluppo professionale, dell’imparzialità delle promozioni, dell’assenza di favoritismi e del riconoscimento dei meriti presentano differenze di percezione tra uomo e donna, a sfavore di queste ultime, che oscillano tra i 7 e gli 11 punti e che sono ben maggiori dei 4 punti di scostamento della percezione media.

 

Questo articolo è stato pubblicato su Formiche il 20 giugno 2015.

 

Antonino Borgese, Presidente e Partner di Great Place to Work® Italia

 

 

 


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