Leadership e meritocrazia 2016

Leadership e meritocrazia 2016

Convegno Leadership e Meritocrazia 2016

Milano, 27 ottobre 2016 – Si è svolto a Milano il convegno del Forum della Meritocrazia, in collaborazione con Great Place to Work, AIDP e Change, dal titolo “Meritocrazia e Leadership, cosa è cambiato negli ultimi tre anni?”. All’evento, dopo i saluti dell’Assessore del Comune di Milano , Roberta Cocco, del Presidente del Forum della Meritocrazia, Claudio Ceper, e del Presidente della Fondazione Stelline, Piercarla Delpiano, sono intervenuti Marco Pezzana, AD di Manfrottto e CEO di Vitec Group Photographic Division, Francesco Daveri, Professore di politica economica, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Enrico Cazzulani, Segretario generale di AIDP, Roberta Roncone, segreteria FIM CISL, Patrizia Miccolis, AD Zeta Service.

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La ricerca nel dettaglio

La ricerca si basa su alcuni dati di partenza: 49 aziende che hanno collaborato al progetto Leadership e Meritocrazia 2016, 40 aziende pubblicate nella classifica Best Workplaces Italia 2016, 345 lavoratori pubblici, 786 lavoratori privati, 14 istituti scolatici.
L’incontro è stato promosso per verificare i risultati del terzo anno di ricerca sulla leadership manageriale italiana e sulla meritocrazia riconosciuta nelle organizzazioni. E’ ormai assodato come questi fattori portino a ricadute positive anche sulla competitività e sulla crescita.
I dati mostrano come il 56% dei collaboratori delle aziende che hanno partecipato a Leadership e Meritocrazia 2016 valuta la propria azienda come meritocratica; delle aziende pubblicate nella classica Best Workplaces Italia 2016 il livello di meritocrazia è percepito al 73%. Molto inferiore è il dato relativo al campione di aziende pubbliche, con una percezione del 19% e nelle aziende private, dove la percentuale si ferma al 24%. Nel campione di istituti scolastici italiani analizzati, la percezione di meritocrazia si attesta al 59%.
Grazie al dibattito tra Alessandro Zollo, AD di Great Place to Work e alcuni tra i maggiori esperti accademici e del mondo delle imprese, il Forum della Meritocrazia ha presentato alcuni dati che mostrano come ci sia ancora da lavorare su questi argomenti in Italia, ma, contemporaneamente, si stanno mettendo delle ottime basi per rendere questa cultura fondamentale per le imprese.
Risultati interessanti emergono nello studio della valorizzazione delle persone, relativa alla formazione professionale e alle opportunità di sviluppo delle proprie competenze: le aziende del progetto Leadership e Meritocrazia hanno la percezione che questo criterio sia rispettato nel 52% dei casi, mentre per le aziende Best Workplaces Italia la percezione è oltre il 70%. Decisamente in controtendenza, invece, è la percezione per le imprese private che non hanno partecipato al progetto del Forum della Meritocrazia o di Great Place to Work: di queste, solo il 20% ritiene che l’azienda per cui lavora offra opportunità di crescita o formazione professionale adeguate.

Dichiarazioni:


I dati – commenta Alessandro Zollo, AD di Great Place to Work® Italia- quest’anno dimostrano in maniera chiara come le aziende che misurano il clima aziendale come leva strategica per il loro successo sul mercato migliorano anno su anno le loro performance, mentre quelle che non lo fanno rimangono poco meritocratiche e soprattutto inconsapevoli. Il clima organizzativo, al pari di un bilancio, serve a verificare che la leadership del proprio management sia efficace nel portare sulla base le linee strategiche aziendali.

All’incontro hanno partecipato aziende eccellenti come Zeta Service e Manfrotto che hanno spiegato le ragioni dei loro ottimi risultati.
“Manfrotto ha dovuto affrontare un cambiamento radicale all’interno di un mercato in declino, sconvolto dall’irruzione degli smartphones nel mondo della fotografia.


Per affrontare e gestire con successo questo cambiamento – ha dichiarato Marco Pezzana, a.d. di Manfrottto e CEO di Vitec Group Photographic Division – abbiamo investito nello Human Capital e sul massimo coinvolgimento dei dipendenti, mettendo al centro il merito.
Insieme alle rappresentanze sindacali abbiamo definito nel contratto integrativo il sistema di valutazione del merito, certificato anche dall’Università di Pisa, grazie al quale i dipendenti sono premiati sulla base di criteri oggettivi.
Un ambiente meritocratico favorisce la creazione delle condizioni necessarie allo sviluppo di leader veloci, pragmatici, resilienti ed orientati eticamente. Tutte “conditio sine qua non” per poter competere con successo in un mercato liquido come quello attuale.
I risultati hanno premiato il coraggio di Manfrotto – ha aggiunto Pezzana – tanto che oggi siamo l’unica azienda occidentale operante nel settore, in crescita dell’11% nel 2015, e addirittura esportatore netto in Asia.
Questi sono i risultati di oggi ma Manfrotto è già con un piede nel futuro – ha concluso Pezzana – e siamo orgogliosi di annunciare l’implementazione di un piano di investimenti grazie al quale riporteremo in Italia, precisamente a Feltre (Cassola), importanti linee produttive dal Far East già nel 2017”.
"La meritocrazia non è una forma di darwinismo sociale ma un metodo di allocazione razionale delle risorse nelle organizzazioni. È con questo spirito, a supporto della migliore valorizzazione delle risorse umane in azienda, che AIDP supporta ogni iniziativa di questo tipo" dice Enrico Cazzulani, segretario generale AIDP. "Perché la cultura della meritocrazia possa davvero affermarsi è fondamentale misurare i risultati di ogni azione intrapresa, in rapporto agli obiettivi, e accertarsi che le intenzioni dell'azienda siano correttamente percepite da tutti”.

PierCarla Delpiano, Presidente Fondazione Stelline e membro del Forum
«Il coraggio di riconoscere la passione da parte di ciascun senior, sia esso manager, amministratore o più in generale tutor, è il primo passo per attivare una cultura del merito e premiare la crescita di professionalità tese al raggiungimento dei propri obiettivi con successo personale e lavorativo. Mettere il merito al centro di un più attuale sistema valutativo è il primo passo per trovare percorsi formativi alternativi a quelli attuali, troppo spesso ingessati in format ormai obsoleti. In questo senso è sempre più importante che aziende e istituzioni si impegnino in un’azione di mentoring tesa a promuovere nei soggetti junior le attitudini più autentiche di tali soggetti, grazie anche a programmi di alternanza scuola-lavoro; in questo modo si può sollecitare la crescita di professionalità, e forse anche di nuove professioni, che facciano diventare le passioni autentici motori di successo. Nell’ambito della Fondazione che rappresento è proprio questa la metodologia che cerchiamo di mettere in pratica, cercando di valorizzare comportamenti virtuosi».

Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione digitale e Servizi Civici Comune di Milano
«L’evento di oggi rappresenta per me un’ottima occasione di ascolto e confronto. Dalla ricerca emerge chiaramente come tra i lavoratori pubblici il livello di meritocrazia percepito sia addirittura sotto il 20 per cento. Questo dato svela quanto l’Italia sia ancora percepita come una nazione poco meritocratica, a partire proprio dai suoi enti pubblici. Sin dal primo giorno del mio insediamento ho invece conosciuto lavoratori appassionati e volenterosi e molti di loro hanno raggiunto livelli dirigenziali grazie alle loro capacità. Il merito c’è, quindi, e il riconoscimento anche. Molto resta da fare e sono certa che la volontà di questa Giunta sia lavorare per un’amministrazione pubblica sempre più meritocratica».


Great Place to Work®: cultura e fiducia nell’ambiente di lavoro
Great Place to Work® Institute è una società internazionale di consulenza manageriale specializzata nello studio dell’ambiente organizzativo e nella consulenza alle aziende per il miglioramento dei loro ambienti di lavoro.
Fondata a San Francisco (USA) nel 1991 dal giornalista e scrittore Robert Levering, Great Place to Work® Institute è oggi presente in 49 Paesi nel mondo.
Great Place to Work® Italia è presente in Italia dal 2001 e l’anno successivo viene pubblicata la prima classifica delle migliori aziende per cui lavorare in Italia.
Great Place to Work® Italia è guidata da Alessandro Zollo.
Great Place to Work® Institute analizza da più di trent’anni la qualità degli ambienti organizzativi, conducendo in 49 Paesi del mondo una ricerca che, attraverso un questionario distribuito all’interno delle aziende, chiede direttamente ai dipendenti di valutare il grado di fiducia nella propria azienda e quanto la ritengano un “great place to work”.
Great Place to Work® Institute si occupa di Analisi e Ricerche necessarie per individuare le caratteristiche degli ambienti di lavoro eccellenti, individuare le Best Practice in tutto il mondo, e di supportare le organizzazioni, attraverso interventi consulenziali ad hoc, formazione e pianificazione di azioni di miglioramento, in un percorso di cambiamento culturale.

La Classifica “Best Companies to Work for”
Oggi Great Place to Work® Institute è partner di numerose aziende del mondo, innovative e di successo. Grazie alla collaborazione con queste aziende, l’Istituto realizza in tutto il mondo 50 classifiche delle migliori aziende per cui lavorare. Ogni anno Great Place to Work® collabora mediamente con oltre 7.200 organizzazioni, intervistando circa 5 milioni di dipendenti annualmente.
Le classifiche, oltre ad essere nazionali, vengono realizzate su base europea (Best Workplaces in Europe) e mondiale (World’s Best Multinational Workplaces). Il 26 Ottobre 2016 è infatti stata resa pubblica questa ultima classifica su corriere.it
Oggi la lista Best Workplaces è ormai diventata un appuntamento annuale molto atteso, accreditandosi quale strumento di riferimento per manager in cerca di nuove opportunità, neo-laureati che si approcciano al mondo del lavoro ed head hunters a caccia di talenti.


 


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